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venerdì 11 maggio 2007

La famiglia Versace, quinta puntata

Il giorno dopo, Mariana Versace si svegliò alle cinque della mattina. Sbadigliando uscí dalla camera da letto, sulla punta dei piedi per non svegliare suo marito. Siccome era molto miope, non si era accorta che Carlo non aveva dormito nel loro letto durante tutta la notte. Andò in cucina, si fece una tazza di caffè, si mise l’uniforme da hostess e se n’andò. Aveva fatto fermare il tassí qualche ventina di metri dalla casa, perché nessuno l’udisse. Mariana però non vide la persona che la guardava di dietro le tende del salotto...

Tre ore più tardi, Mariana si trovava nell’aeroplano per Tokyo, che stava per decollare. Quando sentí l’aereo lasciare la terraferma, sospirò. Durante la notte aveva progettato tutto: rimarrebbe nel Giappone, troverebbe un’altra famiglia, inizierebbe una nuova vita. Doveva cercare di dimenticare Gianlorenzo, il pilota che l’aveva tradita con sua figlia. Non sarebbe facile, ma era necessario, pensò. Prese ancora un Psycoslix, il calmante illegale che comprava nei bazar tutte le volte che viaggiava a Marrakech. Non s’aspettava quello che stava per succedere...

D’un tratto l’aereo cominciò a precipitare. Che cosa succedeva? I passeggeri gridavano, urlavano, pregavano. Una voce già troppo familiare uscí dall’altoparlante:

“La signora Versace è richiesta al cockpit.”

Mariana, recalcitrante, ci andò. Che sorpresa! Nella cabina del pilota c’era, naturalmente, Gianlorenzo, ma anche Alessia, la figlia quindicenne di Mariana, e Carlo! Mariana rimase sbigottita. Gianlorenzo, invece, parlò:

“Non sono quello che credevi, Mariana. Tuo marito ed io abbiamo fatto degli affari insieme. Degli affari molto rimuneranti, ma... ora tuo marito vuole smettere. Un avvocato famoso che vuole entrare nella politica non deve lavorare con il contrabbando di droghe. Ma è troppo tardi. Tuo marito fa già parte della Famiglia. E non si lascia la Famiglia se non si muore...”

Fece una smorfia che forse doveva essere un sorriso, un sorriso malvagio. Mariana non sapeva cosa dire. Contrabbando di droghe? Sperava che lei non l’avesse aiutato, comprando gli Psycoslix marocchini.

“Ora vostra figlia è il mio ostaggio, finché tuo marito accetti di continuare i nostri affari.”

Adesso, Mariana reagí: “Alessia, ma perché sei venuto con quel mostro?”

La ragazza singhiottava: “Mamma, perdonami. Credevo che fosse un gentiluomo, come nelle telenovele. Ha promesso di farmi vedere il mondo.” Scoppiò in lacrime.

“Se tuo babbo, Alessia, non torna alla Famiglia, e se fra cinque minuti non mi dà i documenti segreti dove sta scritto tutto sui nostri affari, moriremo tutti.”
“È troppo tardi, Gianlorenzo Napoletano,” disse Carlo, “la polizia già ha i documenti, che sono stati rubati e messi nella tua macchina da un tuo nemico.”

“Allora moriremo. Bye bye.”

L'aereo continuava a precipitare. Fra qualche minuto si sarebbe schiantato contro l'oceano. A quell'istante la porta dell'abitacolo si spalancò ed entrò - Donnatella Versace, la nonna! Tutti credevano che la nonna avesse lavorato da insegnante, e invece era la super-eroina Wonderwoman. Con la sua arma segreta, una becchetta radioattiva, sconfisse il mafioso, salvò l'aereo e tutti i passeggeri, lo atterrò a Tokyo esattamente all'orario e costruí un palazzo molto moderno per tutta la famiglia riunita (il figlio Eros era con un babysitter nella prima classe dell'aereo) in un posto bellissimo della campagna giapponese, e tutti vivevano felici finché la prossima puntata non avesse cominciato.